Case di Comunità, gli infermieri non sono “di supporto”: sono professionisti strategici
COMUNICATO STAMPA - 05-07-2026
𝗟𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗮𝗱 𝗔𝘃𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼. 𝗢𝗰𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗿𝗺𝗮𝗶 𝗮𝗻𝗮𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗶𝗲𝗿𝗲: 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗖𝗮𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀, 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗶𝗲𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗮, 𝗰𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝘃𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶.
L’articolo pubblicato da Massa Carrara - La Nazione sulla grave carenza di infermieri nel distretto di Avenza descrive una situazione che merita la massima attenzione. Un solo professionista chiamato a garantire la propria presenza per numerosi ambulatori, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza, sulla qualità dell’assistenza e sui tempi delle prestazioni, rappresenta una condizione che non può essere considerata ordinaria né sostenibile.
Come Ordine delle Professioni Infermieristiche di Massa Carrara, auspichiamo una risposta da parte dell’ASL in merito all’effettiva consistenza dell’organico infermieristico del distretto e alle iniziative che intende adottare per prendere in carico e risolvere le criticità evidenziate nell’articolo.
Questa vicenda offre inoltre l’occasione per chiarire un punto fondamentale: l’infermiere non è una figura di “supporto” a un altro professionista.
Questa definizione appartiene a un modello organizzativo e culturale ormai superato. L’infermiere è un professionista sanitario autonomo, laureato e responsabile dell’assistenza infermieristica, con competenze proprie e responsabilità dirette nei confronti della persona assistita.
La sua presenza non serve semplicemente a consentire ad altri professionisti di lavorare: serve a garantire la valutazione dei bisogni, la presa in carico, l’educazione sanitaria, il monitoraggio clinico, la prevenzione delle complicanze, la continuità delle cure e la sicurezza dei percorsi.
Questo principio assume ancora maggiore importanza nello sviluppo delle Case di Comunità, che non possono essere semplicemente poliambulatori più grandi. Devono diventare luoghi di prossimità, prevenzione e presa in carico continuativa, nei quali l’infermiere di famiglia e di comunità svolge un ruolo strategico nella gestione delle cronicità, nel monitoraggio clinico, nell’educazione sanitaria e nel collegamento tra domicilio, territorio e ospedale.
La stessa evoluzione della formazione universitaria, con la nuova Laurea Magistrale a indirizzo clinico nelle cure primarie e nell’infermieristica di famiglia e di comunità, conferma questa direzione: servono professionisti con competenze cliniche avanzate, pienamente valorizzati nei nuovi modelli territoriali.
𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐯𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐭𝐮𝐫𝐧𝐢: 𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐝𝐞𝐠𝐮𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐮𝐧 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞.
LINK articolo: https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/avenza-sos-infermieri-mancano-professionisti-1c222781
